Corrado Benigni: Ferma nelle mani l’attimo della luce

Luoghi

 

Perché nulla è difeso e nostro

è lo sgretolarsi dei passi, ascolta

l’urto della polvere sulle mani, gli alberi

feriti dal vento

questo vento che rompe la luce

e ci straccia come una forza segreta,

vita mia, non mia

– siamo nel fuoco di un’attesa

rami nudi contro il buio –

torneranno questi luoghi a farsi parola?

chi incendierà il gelo delle nostre voci?

chi?

       domando

davanti al bianco di questi vetri

ora che l’alba accelera le distanze

e tutto tutto si disperde

in una solitudine di nomi

dove l’allargarsi della luce si fa profondo

e immobile,

è l’acqua del tempo.

 

 

Ti cerco

 

Come acqua che si muove contro corrente

tra il buio e un centro io ti cerco

senza preghiera sulle labbra

con la miseria e la forza delle ginocchia

dove una voce buca la ruggine e spezza

quel sonno che annoda i corpi a questa terra

che non ha promesse di cielo, ma sete

sete inchiodata sulle mani

queste mani che attendono – incendiate – il mattino.

 

Da Da una luce contraria, inedito

 

 

 

 

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Published in: on December 1, 2008 at 5:10 pm  Comments (1)  
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