L’amore, i cromosomi
Passo sulla cenere di un fuoco, affondato
in un cratere di carbone. Qualcuno qui
ha incrociato parole, contorni, sospeso
al filo dell’alba che avrebbe
di nuovo sfoderato la bandiera della boa,
la riga dei legni accumulati sulla riva.
Seduto qui vicino, sento ancora il tepore della sabbia,
il benessere che dà, quando è notte,
un corpo più caldo dell’aria e della pelle.
Non ho capito niente più di questo:
ho incontrato e scordato molti uomini
e donne negli anni, ne ho visto maturare
i figli e i tumori, a volte la stanchezza contenuta
nei piccoli particolari apparentemente
privi di interesse, come un capo
vecchissimo dai colori troppo accesi,
o un sedile anteriore troppo ingombro
per essere almeno per ipotesi abitato
da qualcuno. Verranno a questa spiaggia
uomini e bambini: rideranno nella luce,
senza che un no a tutto questo possa essere
un no per davvero: i cadaveri dei granchi
per metà sono già vento, invisibili e reali
come l’amore, i cromosomi.
[...] Massimo Gezzi [...]
[...] Massimo Gezzi [...]