Massimo Gezzi: gesti istintivi comandati da un niente

L’amore, i cromosomi

 

Passo sulla cenere di un fuoco, affondato

in un cratere di carbone. Qualcuno qui

ha incrociato parole, contorni, sospeso

al filo dell’alba che avrebbe

di nuovo sfoderato la bandiera della boa,

la riga dei legni accumulati sulla riva.

Seduto qui vicino, sento ancora il tepore della sabbia,

il benessere che dà, quando è notte,

un corpo più caldo dell’aria e della pelle.

Non ho capito niente più di questo:

ho incontrato e scordato molti uomini

e donne negli anni, ne ho visto maturare

i figli e i tumori, a volte la stanchezza contenuta

nei piccoli particolari apparentemente

privi di interesse, come un capo

vecchissimo dai colori troppo accesi,

o un sedile anteriore troppo ingombro

per essere almeno per ipotesi abitato

da qualcuno. Verranno a questa spiaggia

uomini e bambini: rideranno nella luce,

senza che un no a tutto questo possa essere

un no per davvero: i cadaveri dei granchi

per metà sono già vento, invisibili e reali

come l’amore, i cromosomi.

 

Published in:  on December 1, 2008 at 5:03 pm Comments (2)
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