Quanto è reale si divide.
Il tarlo è tarlato, e così
all’infinito, parla e non è. Pàrlane.
[ Aceto buono, Euclide ]
*
Lutto della realtà. Scendono dal piano alto.
Sono lavati i baci corti dalla guancia.
Così la coppia andata. La mitezza semigrigia
più carica di pacchi. (Faticando giù le scale).
Dopo avergli regalato le bottiglie d’acqua,
portato da mangiare. (Resta chiuso).
I due, più timidi del disegno, via.
Lasciano la casa calda, spezzano i trenta
chilometri verso l’altra a bordo zero –
come sono fatti
gli asili per i contorni in aria, fiati dalla
faccia di terra, la loro lettera, lettura.
«Gli avevano voluto molto bene».
Lui li saluta senza uscire nel nuovo lucido,
sulla pellicola sul marmo della parete.
L’inverno che precede ha da dire
altro – segue altro, tutto sminuzzato in fiumi
– tempo, vuote le anforette, vuoti i già
rari voti.
La mano pésca asciutta. Nella polvere:
fino a che lei stessa
..
DA Altre diversioni, inedito
[...] Marco Giovenale [...]